Addio caro Bobby
Inauguriamo il nostro piccolo blog in ricordo di uno dei più grandi campioni di scacchi di tutti i tempi.
Caro Bobby,
non ho avuto il piacere di vivere in diretta il mitico evento di Reykjavik del 1972, ma tutto ciò che ho letto di quell’evento mi ha permesso di immaginare cosa abbia rappresentato per il mondo, per gli scacchi, e per te. Si perché, questo è un aspetto di cui forse si parla poco, ma non oso immaginare quale carico di energia, di tutti i tipi, ti abbia attraversato in quell’occasione. Perché tu agli scacchi hai dato tutto di te, fino a rimanere vittima del tuo stesso assolutismo ed essere costretto a uscire di scena troppo presto. E se ciò non ha fatto bene né agli scacchi né a te, almeno ha contribuito ad alimentare il tuo mito che, ne sono certo, resisterà per molto molto tempo. E se ciò accadrà non sarà ovviamente solo per il tuo carattere, ma soprattutto per le tue partite. Perle di bellezza, energia, scientificità che saranno sempre un punto di riferimento per tutti quelli che si avvicineranno a questo mondo che tu hai amato tanto.
Addio caro Bobby.
Buongiorno, sono uno scacchista molto arrugginito di Roma e con la morte di “Bobby Fischer” se ne è andato un bel pezzo della mia vita !
Nel 1972, da sedicenne, seguii il match del secolo tra l’americano Fischer ed il russo Spasskj fino alla sua vittoria di Campione del Mondo degli Scacchi; in seguito “Bobby”, purtroppo, non gioco mai più (ufficialmente) a scacchi !
Allora, ancora non lo sapevo, ma anch’io ero diventato (per sempre) uno dei tantissimi “figli di Fischer”; durante e subito dopo quelle partite anche in Italia scoppiò “la febbre degli scacchi”… ed io mi ammalai MOLTO MOLTO GRAVEMENTE !
35 anni fa le notizie scacchistiche erano davvero poche: aspettavo il Telegiornale ed il quotidiano di mio padre (Paese Sera) e grazie a “Bobby” iniziai a ad avvicinarmi agli scacchi; conoscendo solo l’italiano acquistai “Il libro completo degli Scacchi” di Chicco e Porreca che divorai letteralmente e, solo successivamente, le “sue” memorabili 60 partite da ricordare; un gran bel volume che ho letto più volte e che proverò nuovamente a rileggere, sono sicuro, con qualche lacrima negli occhi…
E’ stato uno dei pochissimi, oltre a Tal e Petrosian, tra tutti i Campioni del Mondo di Scacchi dal 1950 in poi, che non sono riuscito nemmeno a vedere di persona…
Un solo ricordo delle sue partite: nel volume “640 BEST 64 GOLDEN GAMES” edito nel 1996 dalla Chess Informant di Belgrado ci sono le migliori 640 partite di scacchi che nei 30 anni degli Informatori dal n.1 (1966) al n.64 (1995) vennero indicate da una sceltissima giuria di esperti giocatori, 10 per ogni volume, le migliori in assoluto.
Considerando solo i “Campioni del Mondo” questo il numero delle loro partite contenute in questo splendido volume:
Karpov 90 (1951-vivente)
Kasparov 83 (1963 -vivente)
Spasski 44 (1937-vivente)
Petrosian 26 (1929-1984)
Tal 25 (1936-1992)
Fischer 24 (1943-2008)
Smislov 21 (1921-vivente)
Botvinnik 4 (1911-1995)
Considerando che Fischer smise di giocare partite ufficiali nel 1972 e che l’ “Informatore Scacchistico” iniziò le sue pubblicazioni soltanto nel 1966, 24 partite in soli 7 anni non sono pochine, no ?
Infine, un paio di sue idee: è suo il “brevetto” dell’orologio con l’incremento e anche quello sui “Chess 960″ chiamati anche Scacchi “Fischerandom”; spero si indicano molti e ricchi tornei in sua memoria anche su questa variante scacchistica.
Per chi volesse approfondire su “Bobby” consiglio 2 links: http://it.wikipedia.org/wiki/Bobby_Fischer
Bobby Fischer – Self-Hating Jewish Chessmaster
http://www.youtube.com/v/DbtWuwQX8Is&rel=1
qui, troverete ben 13 video.
Ciao Bobby!
tamerlano (un tuo figlio italiano)
tamerlano
gennaio 23, 2008 alle 6:48 am
(estratto di una lezione al Circolo di Forlì “Paul Keres”, 18/1/2008)
BELLEZZA COMBINATIVA DEGLI SCACCHI
Un primo ricordo del campione Robert James Fischer (scomparso venerdì 18 gennaio 2008) e del suo grande amore per gli scacchi.
La battaglia complessiva per la valorizzazione del gioco.
La battaglia per la “qualità” organizzativa (calendari, sedi di gioco, logistica…).
La battaglia per la “valorizzazione” (anche economica e professionistica): i “cachets” di ingaggio ed il “copyright” per le partite già adottato per lo “Sho-gi” giapponese).
La battaglia per l’equilibrio di partenza, “in itinere” e finale (legate anche al “gioco di squadra”):
a) il sistema “Random” (per sorteggiare la posizione di partenza e limitare i vantaggi delle conoscenze teoriche in apertura);
b) il problema della nazionalità comune di molti giocatori, anche in rapporto alla sua solitudine agonistica opposta allo strapotere della scuola sovietica;
c) la proposta di eliminazione delle sospensioni, ovvero limitazione ad una breve pausa di “non belligeranza” con divieto di analisi fisica (motivazioni simili alle precedenti);
d) la “cadenza Fischer” (per limitare l’influenza del tempo nel risultato agonistico ed aumentare la qualità del gioco).
Considerazioni sulla tattica e sulla strategia
Cos’è la TATTICA?
Cos’è la STRATEGIA?
Quali sono i loro rapporti?
Strategia “succube” della tattica (letto su un libro…).
Tattica “al servizio” della strategia.
Tattica come “metafora” della strategia (e viceversa).
La tattica come strumento flessibile della strategia; la strategia come “strada” per arrivare.
Si diventa “Grande Maestro” con il “senso della posizione”( letto su un altro libro…).
La strategia come “disegno complessivo” (applicabile anche al di fuori della scacchiera).
La psicologia è parte della tattica.
Per l’Enciclopedia “Treccani”, “tattica” e “strategia” sono sinonimi!
I problemi di scacchi sono “tattica”?
Aspettare l’errore (tecnica usata da molti Maestri) è “strategia” o “tattica”?
Un approccio possibile: tornare a Socrate. “En òida: òti udèn òida “ (”Una sola cosa so: che non so nulla”).
“Oida”: “ho visto”, e quindi, “so”, per raffinata estensione semantica (il greco antico è una lingua che può arrivare alla magia espressiva!).
L’ etimologia greca e latina di “tattica” (“ciò che si tocca”) è chiaramente legata al tatto, al contatto concreto (scacchisticamente, tra i pezzi), anche in relazione a “daktilos” (“il dito”, ovvero la parte del corpo che “tocca” per eccellenza).
Letimologia greca di “strategia”, parola composta da “àghein” (“condurre”) e “stratiotes” (“soldati”), riferita al condottiero che decide il da farsi (le “mosse”) da parte dell’esercito (i “pezzi”) e, considerata la delicatezza del compito, ha bisogno – per estensione del significato – di pianificare, pre-vedere (prae-vidère): “vedere prima”, “vedere lontano”.
Forme di espressione scientifica legate al gioco tattico e strategico:
- gli scacchi come conoscenza di leggi scientifiche;
- gli scacchi come applicazione di leggi scientifiche;
- gli scacchi come verifica di leggi scientifiche;
- gli scacchi come ricerca di leggi scientifiche;
- la scienza scacchistica come ricerca;
- gli scacchi: dal particolare all’universale;
- alla ricerca della “verità”.
Forme di espressione artistica legate al gioco tattico e strategico:
- il “problema” (puramente tattico, avulso dalla partita viva e praticamente irripetibile, ma riconducibile a dei “temi” artistici);
- lo “studio” (idee strategico-tattiche riconducibili a dei “temi” artistici ed, inoltre, ripetibili e applicabili in relazione al contesto).
Forme di espressione psicologica legate al gioco tattico e strategico:
- la “gestione” strategica della partita (scelta del repertorio di apertura, dei piani strategici e modulazione della tensione tattico-combinativa media in rapporto al proprio carattere, al tipo di gioco preferito, alle proprie “abilità” nel gioco, alle esigenze programmatiche di sperimentazione legate a piani o varianti…);
- la “gestione” tattica della partita (stato di forma e decisioni conseguenti; scelta del “tipo” di partita in rapporto a sé, all’avversario e ad eventuali situazioni di soggezione psicologica legate ai precedenti agonistici; capacità di “imbroccare” il terreno migliore; abilità “agronomica” e “gastronomica” nel trattare la posizione: il dosaggio e i tempi di immissione degli “ingredienti” in rapporto ai gusti personali ed alle “allergie” altrui; il saper attendere l’ ”ebollizione” dell’acqua, ovvero la “maturazione” del frutto”, per valorizzare pienamente l’iniziativa…).
Forme di espressione agonistica legate al gioco tattico e strategico:
- l’attesa strategica dell’errore (paragone calcistico: il “contropiede”, se si cede l’iniziativa; il “possesso della palla”, se si ha l’iniziativa);
- il “fare” la partita: l’ “intensità” tattica e strategica (complicazione tattica del gioco; elaborazione di piani strategici di crescente sottigliezza e complessità);
- La tattica come scorciatoia rispetto al percorso strategico.
La “tattica” nel “buttare in caciara” una discussione (ad es. con la ricerca della battuta gratuita o deviante, del “corpo a corpo” verbale o addirittura del contatto fisico), stroncando ogni possibile tentativo (“strategico”) di ragionare ad ampio respiro.
Fischer era addolorato e indignato per la mancanza di una cultura scacchistica (vedi, ad esempio, le confezioni di scacchi vendute al pubblico con strafalcioni nelle spiegazioni interne e nelle illustrazioni esterne; o l’ esposizione dei pezzi di pregio negli esercizi commerciali quasi sempre erroneamente posizionati sulle scacchiere).
“Pazzo”: dal greco “pathòn”… “che ha SOFFERTO”. Al punto di aver superato il limite…
“Matto”: dal greco “mathon”… “che ha IMPARATO”. Al punto, ancora una volta, di superare il limite.
Fischer, con le sue “bizze” e la sua vita tormentata, fu sicuramente tutto questo.
Omaggio al giocatore Bobby Fischer, campione alla ricerca perenne della “verità” strategica, che dimostrava attraverso deflagrazioni tattiche splendide nella loro elegante semplicità: come le “perle” che seguono, sue e dei grandi Campioni americani che furono i suoi veri Maestri.
D. BYRNE – FISCHER (Torneo “Rosenwald“ di New York, 1956)
(note del GM Sergio Mariotti)
1.Cf3 Cf6 2.c4 g6 3.Cc3 Ag7 4.d4 0-0 5.Af4 d5 6.Db3 xc4 7.Dxc4 c6 8.e4 Cbd7 9.Td1 Cb6 10.Dc5 Ag4 11.Ag5? (un errore che il giovane Bobby sfrutterà in maniera magistrale, leggermente favorito anche dalle imprecisioni dell’avversario che si avranno successivamente), Ca4!! 12. Da3 (se 12. Cxa4, Cxe4 e poi cade l’Ag5), Cxc3 13.xc3 Cxe4!! (lo scatenato ragazzino già conosce l’arte di sconcertare tatticamente gli avversari) 14. Axe7 Db6 15.Ac4?! (debole, anche se 15.Axf8 Axf8 16.Db3 Cxc3! non dava migliori prospettive), Cxc3 16.Ac5 (su 16.Dxc3 Tfe8 -+, e su 16.Axf8 Cxd1 -+), Tfe8+ 17.Rf1 Ae6!! (una tremenda “mazzata” si abbatte sul Bianco; su 18. Axb6 mossa giocata in partita, vedete il seguito; su 18.Dxc3 Dxc5! -+; su 18.Axe6 Db5+ 19. Rg1 Ce2+ 20. Rf1 Cg3+ 21.Rg1 Df1+!! 22.Txf1 Ce2 matto!) 18.Axb6 Axc4+ 19.Rg1 Ce2+ 20.Rf1 Cxd4+! 21.Rg1 Ce2+ 22.Rf1 Cc3+ 23.Rg1 xb6 24.Db4 Ta4! 25.Dxb6 Cxd1(la posizione del Bianco è lacrimevole: la sua Donna non può nulla contro la perfetta cooperazione dei pezzi nemici) 26.h3 Txa2 27.Rh2 Cxf2. Il Bianco si ostina a non abbandonare. Il suo avversario ha solo 13 anni…ma non li dimostra! (A.P.) 28.Te1 Txe1+ 29.Dd8+ Af8 30.Cxe1 Ad5 31.Cf3 Ce4 32.Db8 b5 33.h4 h5 34.Ce5 Rg7 35.Rg1 Ac5 36.Rf1 Cg3 37.Re1 Ab4+ 38.Rd1 Ab3+ (la preponderanza dei pezzi neri è evidente, ormai; non c’è sistema per evitare la loro rete di matto)…e il Bianco, per non smentirsi, gioca fino al matto! (A.P.) 39.Rc1 Ce2+ 40.Rb1 Cc3+ 41.Rc1 Tc2 matto.
Alessandro Pompa
gennaio 24, 2008 alle 5:36 pm
Forlì (Circolo “Paul Keres”), 19/1/2008
“ LA STRUTTURA DEI PEDONI ”
(di Filippo Maresca)
INTRODUZIONE
Dunque…ho fatto una grande scoperta…
Sono uno ….!
Da quando lo so, sto benissimo.
Lo sono rimasto.
Riproduco opere d’arte.
Idem per gli scacchi.
Copiamo.
Ieri è scomparso Fischer, il più grande giocatore del secolo, a momenti non ne ha parlato nessuno!
I finali.
Tarrasch, il “Praeceptor Germaniae”.
I finali di Pedoni.
Gli Italiani non studiano mai i finali.
Sono, naturalmente, dei “furbi”.
I finali sono scienza: non si può imbrogliare.
I Maestri italiani studiano le aperture…perché è un imbroglio!
Perché giochiamo i finali persi? Perché siamo ignoranti… e imbroglioni! Speriamo di vincere con qualche errore o abominevoli colpi tattici…
Oggi: i finali di Pedoni.
Nella vita: struttura ”pedonale”…ooops, “personale” e struttura della vita.
Tra gli scacchisti di un certo livello, sono più i malati che i sani.
“Jeu d’echecs et sciences humaines » : 20.000 copie vendute in Francia…8 in Italia !
Engel (coautore del libro con Dextreit) era vicesindaco di Parigi: di Morphy conosciamo solo le partite.
“Storia fotografica degli scacchi”.
Flesch: avevo mosso, non guardava. Scoprii che la faceva nel cervello. Morì in un incidente stradale a 36 anni, quando era Campione ungherese e Campione mondiale nel gioco alla “cieca”: poi, pensandoci, credo di aver capito perché. Con l’ipertrofia del cervello, a volte…non si vede più la strada! Giocare alla cieca fa male…
Il presidente del Circolo di Ischia: “Io guido alla cieca”. “Fermate il mondo e l’auto…voglio scendere!”.
Per diventare scacchisti, dobbiamo avere una mente non da scacchisti.
Fischer a Cianciano: Tatai lo aveva invitato a cena, ma non voleva venire perché c’era anche il Procuratore della repubblica.
I pazzi sono pazzi…ma non sono scemi!
Fischer. Morphy. Steinitz. Alekhine (che era anche alcolista). Carlos Torre nudo per strada a New York ed internato in manicomio (autore della partita Torre-Lasker).
Distorsioni mentali dei Campioni…
…Ma succede anche ai “piccoli”!
Hanno spesso una tensione incredibile perché si sentono sotto esame…Io, ingegnere, perdere con un idraulico! Un bambino mi batte!
(v. Byrne-Fischer, 1956, in cui il B. non abbandona e gioca fino al matto!– nota di Pompa)
La struttura dei Pedoni. Philidor.
Concerto. Forlì. Filippo: “Tutti sul palco a suonare!”. Anche Ascenzo Lombardi (…Lombardy?) a suonare motivi napoletani.
Rubinstein fa “scappare”: è troppo bravo! Io cerco di attirare la genta alla musica…e agli scacchi, anche perché non so proprio giocare…
Van Newman (matematico): almeno 56 scale!
Philidor è il fondatore della commedia comica francese.
(Dona ad Alessandro, in diretta, “Blaise le Savatier” di Sestine, con musica di Philidor- prima rappresentazione: Parigi, 9-3-1759).
LA STRUTTURA DEI PEDONI
La partita Maroczy-Euwe (1922): il sistema “Scheveningen” (battezzato con una sonora sconfitta contro il sistema “Maroczy”!).
La successiva moda di “c4” prima di “Cf3”, per realizzare la caratteristica struttura di Pedoni chiamata “tenaglia di Maroczy”…
Attenzione a tutte le “mode”!
Fischer era alieno da ogni tipo di pregiudizio; studiava anche le partite dei Campionati femminili, dei dilettanti. Se un’idea era buona, non c’era moda che potesse tenere…La adottava. Anche contro il GM William Lombardy, uno dei suoi primi Maestri.
Lombardy-Fischer, 1960/61:
1. e4, c5; 2. Cf3, d6; 3. d4, xd4; 4. Cxd4, Cf6.…Ed ora, uno scherzo
da prete (Lombardy lo era!) 5. f3 .
Perché?
R. del pubblico: “Pur di non giocare Cc3 e poter giocare c4!”.
Vedete questa fissità? E’ controproducente!
5.Cc6; 6. c4. Ecco la “tenaglia” di Maroczy…sei sotto torchio!
6….,e6; 7. Cc3
7…Ae7; 8. Ae3, 0-0.
9.Cc2
Due tipi di debolezze (Bondarevsky):
- che si possono sfruttare attaccandole (“dinamiche”);
- non attaccabili (“statiche”).
I Pedoni e6 e d6 nella Siciliana (“muro di Boleslavsky”, by Kmoch)…NON sono attaccabili!
Ma tutto sarà chiaro soltanto dopo questa partita…
9….d5!
10.cxd5
Meglio prendere coi Pedoni laterali…
10…exd5.
11. Cxd5, Cxd5; 12. Dxd5
Per evitare che si formi subito, con le D in campo, il Pedone isolato.
12…Dc7
Evitando il cambio, con l’idea di Tfd8. Il Re bianco rischia di rimanere al centro della scacchiera.
R e D / R : uno dei finali più istruttivi che esistano, ideale per i bambini! Poter spiegare un piano strategico con 3 personaggi anziché con 32…Ed esistono 85.000 posizioni possibili da cui partire!
Gli Italiani non studiano…Librerie specializzate (scacchistiche e ludiche) negli altri paesi (Madrid, Parigi…), mentre da noi si fatica perfino a trovare libri di scacchi!
Libri sui finali:
Capablanca.
Chèron. Sparito sia nell’edizione francese che in quella tedesca.
13. Db5, Ad7!
Le idee di Fischer erano semplici, ma micidiali.
“Il Bianco ha giocato da principiante!”
Vero. Ma perché? Perché non è stato elastico, si è mantenuto fisso sulla sua idea. Il nero, invece, è stato elastico!
Le prime scale musicali dei Greci avevano 5-6 note. Sulle successive 7 note si è costruito un universo! Tutto è semplice, in realtà, se pensiamo che tutto si crea a partire da un’ ELASTICA semplicità.
Arrocco, sviluppo, inchiodatura, aperture di linee…Questo è stato fatto. Tutte cose facili!
(avv. Giorgio Mollica, 94enne, ripreso da Alessandro Pompa: …”Mai rendere difficile il facile attraverso l’inutile!”).
14. Tc1, Cb4!
E il Bianco …ABBANDONA!
Perché mai?
15.Dc4…
“Voi che una tendenza mangiatoria…”
“Quante volte mangiate frutta al giorno?”
“2!”
Eh, eh…La scienza dice che devono essere almeno 5! E allora, perché mangiate frutta solo 2 volte e a scacchi volete mangiare tutto?”
“Ah, sì…
15…., Da5!”
Bravo, guaglio’!
16. Cxb4, Axb4+; 17. Rf2, Tac8; 18. Dd5, Txc1; 19. Axc1, Ae1+, ecc.
Occorrono modestia e semplicità.
Io sono di Ischia e ci sono stato 50.000 volte.Un papiro greco antico ad Ischia…e non lo sapevo!
E’ gravissimo.
Voltaire: “Io non degli scacchi non voglio sapere, perché non ci capisco niente!”
E invece, come ci giocavano, gli Illuministi…
Per capire i soli finali di Torre, per mia curiosità personale, ho dovuto studiare 10 anni! E magari non sappiamo neanche la posizione-base di Philidor, nel finale di R+T+P/R+T (da tenere in sesta, col Re davanti al Pedone, per riuscire a pareggiare…).
Tra il 1960 e il 1965 vengono teorizzate le strutture di Pedone.
Kotov.
Kmoch.
1930-1935: Euwe.
Alekhine: genio e mascalzone, perchè non diede mai la rivincita a Capablanca. Se la giocò invece con Bogoljubov e personaggi di secondo piano.
Il precedente dei rimbrotti di Staunton ad Anderssen per la Partita “Immortale”.
Kmoch, amico di Euwe, gli propose di gettare il guanto di sfida ad Alekhine!
Si comincia a studiare: bravissimo nelle aperture, Alekhine si inalberava e cominciava a giocare in modo rischioso e non impeccabile se non usciva bene dalle fasi iniziali del gioco.
Kmoch aveva studiato le strutture di Pedoni. Nella sua opera…
Noi ci fermiamo ai Pedoni deboli, arretrati, passati, doppiati…
Ma…
Le “spanne”? Il Bianco è in vantaggio per 5 a 2 a 4 a 3 nella variante 3.e5 della Francese!
Le “orze”?
Che cos’è una “leva”?
Che cos’è una “barricata”?
E i Pedoni “gemelli”?
Dopo, si passa alle analisi…ma si usano gli “strani” termini precedenti!
Si getta, quindi, la spugna…O si legge il libro da capo
E allora?
Botvinnik agli allievi: “Vai a studiare Geller!”
O, sulle “maggioranze” di Pedoni:”Vai vedere come Karpov tratta queste posizioni…”
Posizione “Francese”.
1.e4, e6; 2.d4, d5; 3. Cd2 (Tarrasch).
3…Cxe4;4.Cxe4
Dal pubblico: “Struttura a salto!”
Bene, guaglio’…
Distribuzione di materiale per lavorare.
1.e4,e5.
Struttura “a barricata”.
Gli scacchi non sono “tattici”, ma “posizionali”, “strategici”. Per giocare meglio, dobbiamo trattare la posizione in modo da tendere a posizioni semplici e vantaggiose.
Non abbiamo una formazione.
Spesso, chi si proclama “istruttore” crea gravi pericoli sia per le modalità di intervento, sia per l’età (spesso troppo precoce)… E’ importante conoscere lo sviluppo delle capacità “sincretiche” e “sintetiche” del bambino!
Il valore dei pezzi…Mah.
Quale è il Pezzo degli scacchi che vi piace di più?
R ! D! T! A! C!
Chiedetelo ai bambini…
La Regina è la mamma, il Re il papà. Alfiere e Torri sono i due figli che fanno quello che dicono mamma e papà…il Cavallo è il CAVALLO, ragazzi!
Nessuno di noi ha detto “Cavallo”… perché siamo vecchi!
DIFESA SICILIANA
1.e4,c5; 2.Cf3,d6;3.d4,xd4;4.Cxd4,Cf6;5.Cc3,a6 (PAULSEN, 1853…e non “Najdorf”!).
Struttura pedonale mobile, non fissa.
6.Ae2, e5 (BOLESLAVSKIJ).
Siamo pronti per varie applicazioni della “leva” di Kmoch: se usata dal Bianco (f4), è a doppio taglio; usata dal Nero (d5) è sicuramente positiva.
GiorgioPorreca: via Tasso 126 (io al 173). Perse una partita di scacchi, lasciò la fidanzata…e lo studio! La mamma:”Ti prego!”.Ci gioco e calcio e mi rompo un dito. Un suo professore gli sottopone una sedia col centro di gravità sulla sedia corrispondente a quello del corpo umano (studi russi). Porreca impara il russo, va in URSS e traduce classici fondamentali, sacrificando una luminosa carriera per divlgare il gioco ad altissimo livello!
Romanovskij, Grigorjev…
(da “Scacco!”, inserto “TeleScacco”, dicembre 1970)
VIOLA-MARESCA
1003° Torneo – 1’ Cat. ASIGC
Difesa Siciliana, variante Paulsen
Commento di Filippo Maresca.
1.e4,c5;2.Cf3,d6;3.d4,xd4;4.Cxd4,Cf6;5.Cc3,a6 (formazione caratteristica della difesa Paulsen, in cui il Nero si prepara ad un controgioco naturalmente attivo sull’ala di Donna);6.h3,Cc6;
7.g4,e5
“Muro di Boleslavsky” (Filippo Maresca, 19-1-2008)..
La partita assume una fisionomia aieggiante una variante Najdorf atipica)
8.Cde2,Ae6;9.f4,h6;10.f5,Ac4
Il Nero ha adottato minime operazioni difensive – h6 – , che spesso però in queste varianti della Siciliana sono sufficientisono più che sufficienti; la posizione dell’Alfiere in c4 non è però comoda, ma il Bianco non ne approfitta);
11.Ae3
Secondo i postulati di Steinitz,si attacca quando si è in vantaggio (Kotov)…
Gli Italiani giocano sempre per attaccare! (Filippo Maresca, 19-1-2008)
…E’il momento di usare la leva! Il “fulcro è in d5…(Alessandro Pompa, 19-1-2008).
11….,d5!
La spinta d5 fa parte di quelle strane, ma efficaci mosse che, eliminando punti deboli di un sistema, lo rendono più dinamico).
12.xd5,Cxd5; 13.Cxd5,Axd5;14.Th2,Ae7;15.Dd2,Tac8;16.0-0-0, Cb4 (la posizione del Bianco permette al Nero di iniziare un attacco pericoloso, anche se il trascurato arroccoo potrebbe riservargli delle sorprese) ;17.c3 (se 17. Cc3, seguiva 17…Cxc3;18.bxc3,Ca2+;19.Rb1,Da5); Da5;18.a3,0-0; 19.axb4, Da1+; 20. Abbandona (infatti, sarebbe seguito nella migliore continuazione: 20.Rc2,Da4+;21.Rd3,e4+;22.Rd4,Af6+;23.Rxd5,Dc6 matto).
“Un’eccellente interpretazione dello spirito strategico dell’apertura da parte di Maresca” – G. P.
(Giorgio Porreca)
Note di Filippo Maresca
“Datemi un punto d’appoggio, e vi solleverò il mondo!” (ARCHIMEDE)…
…Ma attenzione a quando si spinge! Le leve vanno utilizzate al momento giusto, con un “appoggio” adeguato…
Ecco una “miniatura” di Minev (e scusate per il gioco di parole!):
1.e4,c5;2.Cf3,d6;3.d4,xd4;4.Cxd4,Cf6;5.Cc3,a6;6.Ad3, e5; 7.Cde2,d5; 8.xd5,Cxd5; 9. Ac4…
il Nero abbandona!
Filippo Maresca
gennaio 24, 2008 alle 5:51 pm
E’ quasi doveroso esprimere un pensiero per Fischer, un campione al quale molti scacchisti sono affezionati, me compreso.
Le qualita’ del suo genio sono visibili nel suo carattere, apparentemente eccentrico
o asociale, ma perfettamente coerente.
Una visione della realta’ in “bianco e nero” non ammette compromessi.
Spesso non e’ comodo dire sempre cio’ che si pensa, ma Bobby ha dimostrato
con coraggio che cio’ e’ possibile, a prescindere se si sia d’ accordo o no con le idee
espresse. La liberta’ ha comunque un costo. Fischer ci ha dato un esempio di vita
con una completa liberta’ di pensiero, una persona apparentemente intrattabile ma solo per autodifesa, per evitare i condizionamenti e difendere la liberta’ individuale,
che e’ un bene prezioso.
La sintesi di tuttocio’ e’ la risposta che proprio Fischer mi pare diede a un giornalista riguardo ai propri progetti futuri : ” dipende dalle opportunita’ che mi si presenteranno
e da cio’ che mi andra’ di fare”.
Sono sicuro all’ 80% per quanto riguarda la paternita’ della frase, ma poco importa.
E’ con i fatti che si ottengono le conferme.
Bruno Arigoni
gennaio 28, 2008 alle 6:52 pm
…Salve a tutti! volevo nel mio piccolo scrivere delle sensazioni che sto provando essendomi avvicinato per la prima volta da adulto al vasto, “forse infinito”, mondo degli scacchi, e volevo farlo iniziando con queste parole prese dall’ultimo libro di GARRY KASPAROV. Perché? Perché iniziare da lui? Forse perché da bambino pensavo che fosse il n. 1 ed ora da adulto ne sono convinto sempre più… “Gli scacchi possono, con l’esercizio mentale, il rigore e l’abnegazione che esigono, insegnare molte cose a chiunque. Sono una palestra di addestramento per chi vuole combattere e non ARRENDERSI, per chi é intenzionato, con le armi della pazienza, della lungimiranza e dell’astuzia mai disgiunta dalla LEALTA’, a dar scacco matto ai grandi e piccoli problemi che ogni giorno ci troviamo a dover affrontare…” grazie.
simone festa
settembre 17, 2008 alle 1:37 pm